Bombardare di poesie le città

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Alcuni di voi sanno che qualche giorno fa ho partecipato con una comunicazione al convegno annuale dell’associazione italiana di Semiotica a San Marino. L’argomento di quest’anno, la città, è stato particolarmente succulento ed ha toccato le esperienze di molte città dei balcani durante la guerra. Fra le altre cose, si è parlato, infatti, dell’assedio di Sarajevo, del ponte di Mostar e della statua di Bruce Lee, di Dubrovnik.

Ecco, una comunicazione, quella di Maria José Contreras, fra le altre, ha particolarmente colpito la mia attenzione, per la sua carica di esempio, emotiva e poetica. La comunicazione ha presentato l’esperienza del “bombardamento di poemi”, progetto che dal 2001 viene portato avanti dal conglomerato artistico cileno Casagrande e che ha anche coinvolto la città di Dubrovnik.

Vi compincolliamo l’abstract dell’intervento che spiega i termini e il valore dell’iniziativa (di cui inspiegabilmente non abbiamo trovato traccia sul web) in attesa che gli atti del convegno vengano pubblicati.

Città sotto attacco: di bombe e poemi

Santiago, Dubrovnik, Guernica, Dresden, Hiroshima. Cinque città che hanno un elemento comune nella loro memoria: città che senza essere obiettivi militari sono state bombardate. Il conglomerato artistico cileno Casagrande lavora per bombardare un’altra volta queste città: non più con bombe ma con poemi. Il progetto inizia nel 2001 con il bombardamento di poemi a La Moneda a Santiago, continua nel 2002 con il lancio di più di 300 chili di poemi sulla città di Dubrovnik e nel 2004 con la pioggia di poemi su Guernica. Oggi si trova nella fase di preparazione del bombardamento di Dresden.
Il bombardamento di poemi è esempio di una pratica pseudo-rituale che nel ri-presentare un evento traumatico modifica la rappresentazione della città. Il bombardare con poemi una città già bombardata con ordigni funziona come una pratica pseudo-rituale: allo stesso tempo ripetizione di qualcosa già avvenuto e novità di ciò che non è mai successo. Come nel rito, la novità della ripetizione permette l’esorcismo di una parte della memoria storica della città.
Questo gesto artistico è un vero e proprio intervento urbano che trasforma lo spazio rappresentato e nel fare ciò costruisce una città in certi aspetti inedita. L’immagine del bombradamento di poemi si contrappone e narcotizza le immagini storiche che costruiscono l’identità della città, offrendo ai cittadini una rappresentazione alternativa, e più radicalmente, la possibilità di vivere la città in modo diverso. In questo modo la riproduzione metaforica dell’evento passato propulsa il continuo divenire delle rappresentazioni della città, ridefinendo la sua identità e di conseguenza l’orientamento e il senso delle pratiche quotidiane dei suoi cittadini.
Il bombardamento di poemi è l’iscrizione di valori altri che modificano non solo la rappresentazione della città ma la città in quanto configurazione discorsiva dove si incontrano e disincontrano soggettività diverse.
Insomma, il bombardamento di poemi come gesto di sutura storica che trasforma città distrutte da bombe in città costruite da poemi.