La pratica contemporanea del tatuaggio conosce una diffusione planetaria. Ma la scrittura sul corpo da anti-linguaggio marginale è diventata moda globalizzata. Diverse scienze umane si sono occupate del fenomeno, in particolare l’antropologia criminale a quella culturale, nei loro intrecci con la sociologia, il folklore, la teoria delle immagini, la storia letteraria e gli studi culturali e , not least, la semiotica, teoria del segno e del senso. La questione dell’identità individuale e collettiva dei processi di costruzione, trasformazione e denegazione del segno che dal somatico tracima nel sociale ( e viceversa), peraltro, coincide solo parzialmente con quella relativa alla scrittura del corpo. La pratica del tatuaggio produce tradizioni – anche inventate – e traduzioni anche al di là dell’ambito strettamente etnico, andando a coinvolgere, oggi più che mai, la dimensione estetica: e cioè sensoriale e somatica , ma anche visiva, vestimentaria, ultravestimentaria e artistica. Questo libro si propone, oltre alla realizzazione di una rassegna documentaria, di estendere il campo e i metodi dalla semiotica al segno tegumentario per analizzare la relazione testuale tra le icone e i corpi, tra il soma e il sema (pitture corporali, ferite, perforazioni, scarificazioni, marchiature, ecc.), nonché le tattiche enunciative dell’io-pelle e dei suoi involucri. La direzione del discorso è duplice: da una parte il discorso (e il racconto) sul tatuaggio, dall’altra il tatuaggio che, di per sé, discorre e racconta.
Culture del tatuaggio
a cura di: Francesco Mangiapane e di Gianfranco Marrone – Anno di pubblicazione: 2018 – Casa editrice: Museo Pasqualino, PalermoCollana: Nuovi quaderni del Circolo semiologico siciliano – ISBN: 978-8897035435
Testi di: Mohamed Bernoussi, Sergio Bonanzinga, Fernando Henrique Catani, Simone Ghiaroni, Frank Jacob, Patrizia Lendinara, Alessandro Mancuso, Gabriele Marino, Gianfranco Marrone, Roberto Molica, Rosario Perricone, Piero Polidoro, Francesco Remotti, Mario Ricca, Bruno Surace.
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Retoriche Social. Nuove politiche della vita quotidiana
Anno di pubblicazione: 2018 – Casa editrice: Museo Pasqualino, PalermoCollana: Nuovi quaderni del Circolo semiologico siciliano – ISBN: 978-88-97035-32-9
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Recensioni:
- Recensione, di Orietta Sorgi su Etnografie del contemporane (ISSN: 2611–4577) n. 2 (pdf)
Viviamo immersi in fiumi di parole. La nostra vita quotidiana si è velocemente trasformata nel suo riflesso comunicativo, costituita com’è dalla necessità di dire, dichiarare, raccontare ogni suo anfratto, testualizzandolo sui social network. Mettere ordine tra le infinite testualità prodotte dalle nostre interazioni in rete e offline vuol dire ricostruirne la posizione all’interno di configurazioni retoriche più generali che emergono per il loro carattere di novità rispetto al passato. Chiamiamo queste nuove forme, retoriche social. Questo volume interroga, con gli strumenti della semiotica, i media e la vita quotidiana a proposito delle nuove forme di cittadinanza emergenti con la rete.
Peppa Pig
Anno di pubblicazione: 2014 – Casa editrice: Doppiozero, MilanoCollana: Miti d'oggi – ISBN: 9788897685401
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Recensioni:
- Ecco perché Peppa Pig è diventata un mito, di Sabina Minardi su L'Espresso (ISSN: 0423-4243)
Peppa Pig è la regina delle serie tv rivolte per prima infanzia. Le sue puntate sono trasmesse in tv più di cinquanta volte al giorno da Rai YoYo e altri canali tv. Rappresentano un intrattenimento immancabile e, per certi versi, ineludibile per i piccoli. Il successo di Peppa Pig supera gli argini della programmazione televisiva ed è diventato fenomeno di costume, proliferando nei media più diversi (cinema, tv, internet e quant’altro). Estende anche il potere di fascinazione al mondo delle merci: Peppa si vende in ogni forma e modo, dai quaderni alle magliette, dai pupazzi ai gadget portatili. Peppa è diventata una metafora dei nostri tempi. Ma cosa davvero ci chiede la simpatica maialina protagonista della serie?
Per rispondere a questa domanda Francesco Mangiapane, semiologo e papà di due bambini, passa in rassegna il mito di Peppa nelle sue infinite emanazioni, ne ricostruisce la storia e la fortuna, ma non si ferma qui. Nota come, dietro un apparente conservatorismo di ambienti e situazioni, la serie proponga una nuova forma delle dinamiche familiari, una vera e propria nuova famiglia, a partire dai problemi e dalle opportunità dello scenario contemporaneo. Organizzazione del lavoro, identità di genere, differenze generazionali fra padri figli e nonni, sono solo alcuni dei nodi sensibili su cui la serie si schiera, riarticolando creativamente problemi e criticità dei nostri anni, fino a proporre il suo immancabile lieto fine.
Ma c’è di più, il discorso di Peppa Pig non rimane legato all’attualità. Comparandolo con altri cartoni delle serie tv per bambini presenti nei palinsesti televisivi, si può riconoscere in Peppa Pig una proposta di senso più generale, un archetipo che punta sul recupero del corpo e sulla ritrovata complicità emotiva fra i componenti del gruppo familiare oltre ogni individualismo. Il successo di Peppa Pig è doppiamente segno dei tempi: da una parte, prende posizione sul contesto e l’orizzonte di vita delle famiglie contemporanee; dall’altra, rivela l’attitudine più profonda ed epocale, quella a un complice epicureismo collettivo.
Sommario
- L’egemonia di Peppa
- Il sistema Peppa
- Peppa & friends
- Miti d’oggi
- Conclusione
- Note e notizie
- Bibliografia
