Nella vita di tutti i giorni non facciamo che parlare di quello che mangiamo. Perché dedichiamo tanto tempo alla cucina? Per quale motivo il rito della tavola pervade sempre più le nostre vite? Il volume risponde a queste domande ed esplora i significati sociali del cibo: il modo in cui trattiamo e consumiamo gli alimenti, le persone con cui entriamo in contatto mentre cuciniamo o mangiamo, gli spazi e i contesti in cui espletiamo questi compiti, le stoviglie e gli arnesi che utilizziamo determinano peculiari forme di relazione in società. Analizzando prelibatezze quali la cassata, la zuppa di cipolle e il risotto allo zafferano, l’autore mostra come il cibo contribuisca a costruire l’immagine del corpo, a definire le gerarchie sociali e a trasformare la quotidianità in festa. Riflettere sul cucinare e sul mangiare è, oggi, un’occasione per interrogare la contemporaneità.
Semiotica del cibo. Analisi, metodo, esempi
Anno di pubblicazione: 2026 – Casa editrice: Carocci, RomaCollana: Biblioteca di testi e studi – ISBN: 8829035831
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Recensioni:
- “Semiotica del cibo”: Mangiapane esplora i significati sociali del cibo, di Guglielmo Brighi su Nuovo Giornale Nazionale (pdf)
L’inventività della tradizione
Rivista: Versus, n. 140 – 1/25 (link)a cura di: Francesco Mangiapane e di Tatsuma Padoan – Anno di pubblicazione: 2025 – Casa editrice: Il Mulino, Bologna
Testi di: Francesco Mangiapane e Tatsuma Padoan, Denis Bertrand, Constantine V. Nakassis, Tiziana Migliore, Lucio Spaziante, Davide Puca, Francisco Sedda
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Ladri di virgolette di Omar Calabrese
a cura di: Francesco Mangiapane – Anno di pubblicazione: 2024 – Casa editrice: Museo Pasqualino, PalermoCollana: Nuovi quaderni del Circolo semiologico siciliano – ISBN: 979-12-5677-002-1
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Recensioni:
- Omar Calabrese: divertimento e disperazione, di Anna Maria Lorusso su Doppiozero (ISSN: 2239-6004) (pdf)
Omar Calabrese è stato uno dei massimi semiologi del Novecento. Per molti anni è anche stato un volto noto al grande pubblico, grazie alla sua attività di critico e animatore culturale, svolta “a spasso tra i media”, in primis giornali e televisione. Insieme a Umberto Eco e a pochi altri suoi colleghi, egli si è, infatti, distinto per l’abilità di mescolatore di generi, superando gli steccati editoriali fra scrittura accademica e comunicazione di massa, ambiti entrambi praticati con la medesima generosità.
La sua parabola intellettuale si consolida nel corso degli anni 80, periodo in cui la televisione e il suo modello diventano egemoni, permeando di sé ogni ambito della vita quotidiana, d’ora in poi sempre più “mediatizzata”, sempre più indistinguibile dal suo riflesso comunicativo. Ecco perché Calabrese, nella sua attività di giornalista, sceglie di rivolgersi direttamente al “consumatore” dell’onnipresente spettacolo mediatico, convinto com’è del valore eminentemente politico ed emancipativo di promuoverne una critica, avendo sempre cura di non assumere uno sguardo troppo accigliato, apocalittico verso il presente. Egli riesce, così, a incrociare nella sua scrittura, l’infinitamente piccolo del dettaglio con i grandi temi filosofici e morali, tenendo fede a un atteggiamento orientato al serio ludere, l’arte rinascimentale della riflessione intellettuale portata avanti con la giusta dose di leggerezza e giocosità.
Dining out
Rivista: Global Humanities, n. 11 (link)a cura di: Frank Jakob e di Francesco Mangiapane – Anno di pubblicazione: 2024 – Casa editrice: Museo Pasqualino, Palermo – ISBN: 979-12-80664-96-9
Testi di: Jerome Krase, Sebastiano Mannia, Juan Manuel Montoro e Sebastián Moreno
Dining out – be it for a lunch break, a business dinner, a romantic meeting, or a solitary resolution – stands as a social daily life ritual filled with significance. Its celebration emerges as a moment of self-exposure where the social limen between public and private, individual and collective identity gets constantly negotiated. Such a socializing practice of daily life reveals its power through aesthetical means: endorsing a determined regime of good manners by choosing who to eat with, how to behave and dress, when and what to eat, and where to dine out results in a sensitive and intrinsically political asset, outcome of specific choices at the hand of the individual.
Controversie sensibili
Anno di pubblicazione: 2023 – Casa editrice: Museo Pasqualino, PalermoCollana: Nuovi quaderni del Circolo semiologico siciliano – ISBN: 979-12-80664-51-8
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Ideale prosecuzione di Retoriche Social, pubblicato da queste edizioni nel 2018, Controversie sensibili propone un itinerario di ricerca semiotica attraverso alcuni dei territori più frequentati della pubblica discussione: dall’emergenza del nazionalismo alla gentrificazione, dalla gastronomia all’animalismo e molto altro.
Grazie alle possibilità di interazione che i dispositivi digitali mettono a disposizione dei cittadini-utenti (invitati a creare e diffondere artefatti originali e, soprattutto, ad agire riscrivendo, commentando e rilanciando contributi altrui) tale pubblica discussione può essere efficacemente descritta come conversazione intermediale, forse addirittura post-mediale, definita dal suo continuo diramarsi lungo i binari tracciati dalla presa di parola.
Mettere ordine nella conversazione porta a giudicare le prese di posizione e gli argomenti in essa posti in essere, all’interno di un sistema complessivo della cultura, i cui contorni possono apparire a patto di ripensare il problema delle peculiarità comunicative degli ambienti mediali chiamati in causa non come steccati ma come effetti di senso, sempre passibili di essere riconfigurati dal prossimo interlocutore.
Stando così le cose, un’analisi dei media che voglia essere accurata ed efficace si concentrerà a ricostruire le forme semiotiche della conversazione intermediale, mettendone in luce l’articolazione strategica, narrativa, passionale e discorsiva. Nonostante la quantità e la capillarità dei contributi immessi in un tale garbuglio, una ricostruzione della forma mediale del pubblico dibattito come conversazione è possibile. Controversie sensibili vuole mostrarlo, prendendo in considerazione la vita quotidiana e le sue dispute. Procede in questo cammino, alternando saggi brevi e analisi più minuziose intorno al rapporto fra media, spazialità e identità.
Semiotica del folklore
a cura di: Francesco Mangiapane e di Gianfranco Marrone – Anno di pubblicazione: 2023 – Casa editrice: Museo Pasqualino, PalermoCollana: Nuovi quaderni del Circolo semiologico siciliano – ISBN: 979-12-80664-72-3
Testi di: Pëtr Bogatyrëv, Pètr Bogatyrëv e Roman Jakobson, Paul Bouissac, Antonino Buttitta, Maurizio Del Ninno, Algirdas Julien Greimas, Michael Herzfeld, Roman Jakobson, Vjačeslav Vsevolodovich Ivanov, Eleazar M. Meletinskij, Silvana Miceli, Piero Ricci, Boris A. Uspenskij.
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Questo volume propone un’antologia dei fondamenti di analisi del folklore così come delineati dalla teoria semiotica. I testi di Roman Jakobson, Pëtr Bogatyrëv o ancora di Meletinskij, Greimas, Uspenskij, Ivanov e degli altri studiosi qui convocati testimoniano di una felice corrispondenza: mentre affrontavano la questione locale di costruire un approccio e un programma d’azione di fronte alle sfide specifiche poste dall’analisi del testo folklorico, d’altra parte rappresentavano una riserva di osservazioni, conferme ed eccezioni in vista della costruzione di una teoria generale della significazione all’interno di una visione ancor più ampia del pensiero strutturale. Come a dire che attraverso la cruna dell’esercizio intorno ai testi folklorici passa il cammello dell’elaborazione di un’epistemologia strutturale e specialmente semiotica destinata a rivoluzionare le forme del pensiero Occidentale. E allora, questo volume può essere inteso come la testimonianza di un’avventura intellettuale fondamentale, la cartografia di in un tempo fecondo in cui fare analisi del folklore e fare analisi semiotica potessero essere considerate la stessa cosa.
Ma si sa, il gesto di tracciare una genealogia – per quanto paradossale possa suonare – è sempre rivolto al futuro. Ecco perché il senso di questa ripresa sta tutto nella volontà di tracciare la rotta, indicandola alle nuove generazioni di studiosi, chiamate a riconoscere il valore di questa corrispondenza e a rimettere mano all’analisi, riprendendo un percorso di ricerca per troppo tempo trascurato, anche se – lo testimoniano i saggi più recenti dell’antologia – mai veramente interrotto. Confidiamo, pertanto, che Semiotica del folklore possa essere un libro inaugurale, uno sprone alla pubblicazione di nuovi studi e ricerche tarati sulle specificità del sistema culturale e mediatico contemporaneo. A tali contributi spetterà il compito di continuare – ancora per il tramite dell’esercizio di puntuali analisi del testo – la missione della costruzione di una teoria della cultura, semioticamente fondata.
Looking for aura in the 21st Century
Rivista: Gloabal Humanities, n. 10 (link)a cura di: Frank Jacob e di Francesco Mangiapane – Anno di pubblicazione: 2023 – Casa editrice: Museo Pasqualino, Palermo – ISBN: 979-12-80664-60-0
Testi di: Federico Biggio, Maria Giulia Franco, Francesco Mangiapane, Carlo Andrea Tassinari.
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88 years have passed since the first publication of Walter Benjamin’s essay where he firstly proposed the notion of aura. Following the ongoing process of artification of daily life, the problem of the uniqueness of the work of art, as identified by aura, continues to be inspiring for understanding and criticizing the social world. This issue of Global Humanities proposes the idea that the concept of aura may be considered as an effect of meaning which demands to be managed by social actors in the mediasphere. Such a move enlights the relevance of a proper struggle for “authenticity” to be pursued as an added value of daily life: How do social forces construct such an effect? How do they capitalize on it, in their activity? How does it get recognized and valued?
E|C n.34 – Metodo e testualità. Costruzioni analitiche e modi di fare
a cura di: Francesco Mangiapane e di Carlo Andrea Tassinari – Anno di pubblicazione: 2022 – Casa editrice: Mimesis, MilanoTesti di: Giuditta Bassano, Denis Bertrand, Giovanna Cosenza, Giorgia Costanzo, Jacques Geninasca, Alice Giannitrapani, Manar Hammad, Tarcisio Lancioni, Dario Mangano, Francesco Mangiapane, Gianfranco Marrone, Maria Pia Pozzato, Franciscu Sedda, Carlo Andrea Tassinari, Ilaria Ventura Bordenca.
Recensioni:
- Método y textualidad. Construcciones analíticas y modos del hacer, di Tiziana Migliore su De Signis (ISSN: 1578-4223) n. 38 (pdf)
Questo numero di E | C ha carattere sperimentale. I contributi raccolti nel volume raccolgono il testimone – approfondendone e rilanciandone le suggestioni ricevute – di un ciclo di seminari svoltosi a Palermo tra ottobre e dicembre 2021, intitolato “Seminari di analisi del testo”.
Il calendario degli incontri ha visto la partecipazione di Giuditta Bassano, Denis Bertrand, Alice Giannitrapani, Manar Hammad, Tarcisio Lancioni, Dario Mangano, Francesco Mangiapane, Gianfranco Marrone, Maria Pia Pozzato, Carlo Andrea Tassinari e Ilaria Ventura Bordenca.
Lo spirito degli interventi palermitani e di questo volume scommette sul metodo semiotico, riflettendo sulla pratica di lavoro del semiologo, l’analisi del testo, con la volontà di spiegarne strategie e tattiche di approccio, valorizzando ogni opportunità di applicazione del metodo in una situazione.
Images of Europe. The Union between Federation and Separation
a cura di: Francesco Mangiapane e di Tiziana Migliore – Anno di pubblicazione: 2021 – Casa editrice: Springer International, BerlinCollana: Law and Visual Jurisprudence – ISBN: 978-3-030-69239-1
Testi di: Maria Cristina Addis, Giuseppe Bettoni, Valeria Burgio, Simona Chiodo, Eric Gordy, Frank Jacob, Francesco Mangiapane, Tiziana Migliore, Federico Montanari, Claudio Paolucci, Paolo Peverini, Davide Puca, Monica Sassatelli, Franciscu Sedda, Lucio Spaziante.
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This book deals with the fundamental semantics of images of Europe, which consist of valences, mirror beliefs and affectivities. This is why it relaunches the importance of the European discourse in its symbolic dimension. As such, it explores the many images of Europe, or rather the many images through which European discourse is actually constituted in daily life, in search of their enunciative responsibility in today’s world for determining the current “State of the Union”.
The identity of the European continent is based on a millenary tension between universalism and particularism: images of Europe have in fact been alternately inspired, over the centuries, by a model of homogeneity – Roman and Carolingian imperial disposition – on the one hand, and by a model of fragmentation – a Europe of city-states, municipalities, regions and small fatherlands – on the other. In the European Union, a political and economic organism, this issue has recently been amplified to the point that it has reentered public debate, and political parties that are only recognizable for being Europeanists or anti-Europeanists are now ubiquitous. In this regard, one major bone of contention is how to portray the quintessential aspects of the European territory, which are either interpreted as “thresholds” to be overcome in the name of a model of United Europe – “integral totality” – or are instead regarded as insurmountable obstacles for a Europe that is irreparably and perhaps, according to anti-Europeanists, fortunately fragmented – “partitive totality”. Further, this is to be done without excluding the possibility of contradictory and complementary solutions to these binary visions.
In this context the book analyzes various texts in order to obtain a more precise picture of the clash, reveal its semiotic forms, and by doing so, identify a way out of the crisis.
Cuccioli. Critica dei cartoni animati
Anno di pubblicazione: 2020 – Casa editrice: Meltemi, MilanoCollana: Biblioteca / Semiotica – ISBN: 978-8855192422
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Recensioni:
- Passato, presente e futuro dei cartoni animati / Da Heidi a Peppa Pig, di Pietro Scarnera su Doppiozero (ISSN: 2239-6004) (pdf)
- Intervista su Letture.org
Con il termine generico di cuccioli, ci si riferisce ai piccoli di ogni specie animale, inclusa quella umana. Rivolgere lo sguardo verso questo grande universo di senso apre la via al riconoscimento di inaspettate affinità fra uomini e animali. Da una tale consapevolezza nasce l’idea di questo libro: presentare un’indagine sui cartoni animati, testi dove promiscuamente convivono piccoli di ogni specie. A prescindere da ogni appartenenza, i cuccioli rappresentati nei cartoni emergono come soggetti lievi e delicati, ingenui e coccolosi, carini al punto giusto. Essi si rivolgono al pubblico anche in nome della loro novità, della loro fresca cittadinanza nel mondo comune. Una nuova critica dei cartoni animati non può, allora, che dirigere lo sguardo verso il futuro, mettendo in questione le forme della società di domani. È proprio nell’interazione fra i personaggi delle loro storie che essa viene immaginata e prende, primariamente, forma. I cuccioli si presentano per ciò che sono: portatori sani di futuro e specchio del nostro presente.
